Disturbi alimentari: cosa sono davvero?

Se sei arrivato/a a leggere questo articolo, sicuramente il tema dei DCA non ti è indifferente.
Forse ti riguarda in maniera diretta o indiretta, oppure a spingerti è semplicemente la curiosità.
In ogni caso, è bene conoscere il più possibile questa nuova “malattia del secolo”, sempre più diffusa nella nostra società ma ancora coperta da un insensato velo di omertà.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) o disturbi dell’alimentazione sono patologie caratterizzate da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo.
Negli ultimi anni i disturbi del comportamento alimentare sono nettamente aumentati in particolare nel mondo occidentale, dove l’ideale di magrezza e di linea perfetta è sempre più diffuso. Colpiscono ogni strato sociale, con una forte prevalenza nel sesso femminile, e si manifestano per lo più in fase adolescenziale (anche se nell’ultimo decennio si è potuta registrare una preoccupante impennata anche tra i bambini e gli over 30).
ogni anno circa 3 milioni di italiani, soprattutto adolescenti, vengono colpiti da questi disturbi nelle loro differenti manifestazioni. Il dato più allarmante è che ben 7 italiani su 10 (69%) dichiarino di non conoscere i rischi dei DCA e di non sapere come affrontare queste malattie.
Per quanto riguarda i familiari, questi si trovano ad avere a che fare con persone affette da queste patologie di origine psicologica e difficilmente riescono ad essere una risorsa nel processo di guarigione, specialmente nel caso in cui il rapporto sia tra genitori e figli.
Il fatto che spesso siano patologie poco visibili, tranne quando riguardano gravi conseguenze fisiche come la perdita di peso per l’anoressia nervosa, che afferiscono alla categoria dei disturbi mentali, rende necessario un approccio multidisciplinare per il loro trattamento e una conoscenza di base del fenomeno, che molto spesso manca nelle strutture pubbliche (a partire dalle scuole) o nell’informazione.

Esistono molti disturbi diversi e complessi che hanno però un unico filo conduttore: conferire più o meno inconsapevolmente un valore affettivo al cibo, per cui il nutrirsi in un determinato modo, o al contrario il non nutrirsi, assume nel tempo un ruolo compensatorio rispetto a vuoti affettivi e a una profonda insicurezza nei confronti di se stessi. È bene ricordare che i disturbi alimentari sono il risultato di una serie di fattori interni ed esterni alla persona, di tipo biologico, culturale, di personalità e relazionale.

«Il rapporto compensatorio con il cibo– spiega la dottoressa Nicoletta Suppa- ha a che fare con una profonda disistima nei confronti di se stessi e di sfiducia nei confronti degli altri.» L’atteggiamento anomalo e controcorrente può diventare un appiglio morale per chi soffre di DCA, una specie di baluardo della propria forza emotiva.
Infine, è molto ricorrente la tendenza ad avere pensieri ossessivi legati al cibo, alla magrezza, al controllo su di sé che si trasformano in comportamenti ripetuti, dai quali si diventa dipendenti. Spesso questo accade in totale solitudine, per cui chi ne soffre rischia di isolarsi dagli altri e di sentirsi sempre più estraneo nelle relazioni. «Per affrontare i disturbi alimentari è fondamentale essere consapevoli del problema, questo è il primo passo per uscirne» afferma la dott.ssa Suppa, «poi, è importante parlarne con qualcuno a cui si è vicino

Soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di una persona e ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali.
Cose che prima sembravano banali ora diventano difficili e motivo di ansia, come andare in pizzeria o al ristorante con gli amici, partecipare ad un compleanno o ad un matrimonio. Spesso i pensieri sul cibo assillano la persona anche quando non è a tavola, ad esempio a scuola o sul lavoro; terminare un compito può diventare molto difficile perché nella testa sembra che ci sia posto solo per i pensieri su cosa si “deve” mangiare, sulla paura di ingrassare o di avere una crisi bulimica.

Una caratteristica quasi sempre presente in chi soffre di DCA è l’alterazione dell’ immagine corporea che può arrivare ad essere un vero e proprio disturbo. La percezione che la persona ha del proprio aspetto ovvero il modo in cui nella sua mente si è formata l’idea del suo corpo e delle sue forme, sembrano influenzare la sua vita più della sua immagine reale. Spesso chi soffre di anoressia non riesce a giudicare il proprio corpo in modo obiettivo; l’immagine che rimanda lo specchio è ai loro occhi quella di una ragazza coi fianchi troppo larghi, con le cosce troppo grosse e con la pancia troppo “grande”. Per le persone che soffrono di bulimia l’angoscia può essere ancora più forte per il fatto che il fatto di perdere il controllo sul cibo fa percepire il peso corporeo (che molto spesso è normale) come eccessivo. In entrambi i casi la valutazione di sé stessi dipende in modo eccessivo dal peso e dalla forma del proprio corpo.

Spesso il disturbo alimentare è associato ad altre patologie psichiatriche, in particolare la depressione, ma anche i disturbi d’ansia, l’abuso di alcool o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi di personalità. Possono essere presenti comportamenti autoaggressivi, come atti autolesionistici (ad esempio graffiarsi o tagliarsi fino a procurarsi delle piccole ferite, bruciarsi parti del corpo) e tentativi di suicidio.

I principali disturbi dell’alimentazione e della nutrizione sono:

  • Anoressia nervosa
  • Bulimia nervosa
  • Binge Eating Disorder
  • Night Eating Syndrome
  • Obesità

I disturbi alimentari possono colpire chiunque.
Se sospetti di soffrirne, NON VERGOGNARTI, accettalo e CHIEDI AIUTO.
NON HAI DECISO TU DI AMMALARTI, MA PUOI DECIDERE TU DI GUARIRE.

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