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A molti il suo nome non dirà nulla, ma Madam C. J. Walker si è resa protagonista di un cambiamento epocale, una vera e propria rivoluzione culturale i cui effetti si ripercuotono ancora oggi. Può essere infatti considerata la prima la prima self-made woman, diventando il volto e la voce di milioni di donne nel mondo, un esempio estremamente attuale ancora oggi.
Ma andiamo con ordine.

Nata in Louisiana il 23 dicembre 1867col nome di Sarah Breedlove, la Walker fu la prima nata libera della sua famiglia, essendo venuta al mondo dopo il Proclama di Emancipazione ardentemente voluto da Lincon. Questo suo status non la sottrasse però dalla profonda povertà in cui perversava la famiglia, tutti dipendenti di un crudele possidente di piantagioni di cotone.
A seguito della morte prematura di entrambi i genitori, la ragazza andò a vivere con la sorella maggiore e suo marito Willie Powell, il quale la maltrattò ripetutamente. E fu proprio per fuggire alle sevizie dell’uomo che, appena quattordicenne, decise di sposare Mosè McWilliams.
A vent’anni, rimasta vedova e con una bambina ancora piccola, Sarah si trasferì a St. Louis, dove vivevano i suoi fratelli, tutti barbieri.
Vivere in una città e non più in un villaggio non si dimostrò particolarmente conveniente dal punto di vista economico, ma per lo meno permise alla donna di frequentare la Chiesa episcopale metodista africana di St. Paul e aderire al programma di alfabetizzazione per donne afroamericane promosso dalla stessa.

La Walker iniziò quindi a lavorare come lavandaia per qualche dollaro al giorno, convolando a seconde nozze nel 1894. Quello con John Davis è però un matrimonio che si rivela spesso una trappola, essendo l’uomo un accanito giocatore d’azzardo, disoccupato e abituato a picchiare la moglie.

L’amore ed il rispetto per sé stessa inducono allora Sarah a separarsi e a ricominciare ancora una volta.
Determinata ad arrotondare il suo misero stipendio, la donna inizia a vendere porta a porta prodotti per la cura dei capelli, destinati alla popolazione afroamericana.
Molte donne di colore dell’epoca soffrono infatti di calvizie precoce, soggette a diversi problemi del cuoio capelluto, come la forfora, che sembra non andare via con niente. E d’altronde in quegli anni, senza acqua corrente ed elettricità, l’igiene è scarsa e i prodotti a disposizione sono particolarmente aggressivi, mentre la misera e inadeguata alimentazione contribuisce alla perdita dei capelli. Il problema della calvizie affligge anche Sarah, che inizia a sperimentare qualche prodotto su consiglio dei fratelli.

Ma la svolta arriva nel 1902, quando conosce Annie Malone, titolare dell’azienda Poro, che produce shampoo e creme per capelli, e che assume immediatamente la futura Madame.
Forte dell’esperienza accumulata, nel 1905 si trasferisce a Denver dove, grazie al lavoro di cuoca presso un farmacista, impara nozioni fondamentali di chimica e comincia a sperimentare al fine di creare rimedi per il suo e per altri problemi di capelli. Realizza allora un tonico da applicare sulla cute che le ha fatto ricrescere i capelli “più velocemente di quanto fossero caduti” – come lei stessa afferma. Con l’aiuto del suo terzo marito, Charles Joseph Walker, un agente di vendita di giornali, sfrutta il potere della pubblicità per far conoscere a tutti la sua linea di prodotti per capelli crespi e rovinati. È qui che diventa Madam C.J. Walker, e il suo metodo – conosciuto ancora oggi come Walker System of Beauty Culture – le ha fa raggiungere in breve tempo il successo locale.
A Pittsburgh apre un salone di bellezza dove fa formazione per molte “hair culturists”, agenti della “Madam Walker’s Wonderful Hair Grower”: tutte donne di colore alle quali Sarah insegna i precetti basilari per la cura dei capelli.
Già tutto questo basterebbe per farla entrare nell’Olimpo delle Leggende, visto che con l’attività di vendita permette alle sue agenti di guadagnare molto di più rispetto ai classici lavori destinati alle afroamericane (domestiche o lavandaie), ma a Sarah non basta. A tutte le sue allieve (più di 20.000) Madam Walker insegna il valore dell’indipendenza economica e dell’impegno sul lavoro.
La pubblicità su giornali e riviste, i viaggi di promozione attraverso tutti gli Stati Uniti e poi anche ai Caraibi, fanno conoscere i prodotti di Walker a tutte le comunità afroamericane del paese.

Nel 1908, Madame Walker e il marito si trasferiscono a Pittsburgh per aprire il Leila College of Beauty Culture, la prima scuola per le amanti della bellezza dei capelli. Nel 1910 è la volta di Indianapolis, dove i coniugi Walker aprono la loro prima fabbrica. È in questo momento che l’impegno della prima imprenditrice afroamericana si rivolge al miglioramento delle condizioni sociali e lavorative della comunità nera, attraverso una serie di donazioni alle più importanti associazioni. Ad esso si associa l’interesse anche verso orfanotrofi, case di cura e ospizi, fino all’attivismo politico per l’integrazione.
Il 1913 è poi l’anno in cui l’attività si apre al mercato internazionale, decretando il successo mondiale di Mrs Walker.

Si sé Sarah amava dire:

“Sono una donna che viene dai campi di cotone del Sud. Da lì sono stata promossa a lavandaia. Da lì sono stata promossa a cuoca. E da lì mi sono promossa da sola ideando e realizzando prodotti per capelli. Ho costruito la mia attività sulle mie stesse basi”.

Un esempio di donna che oltrepassa le barriere temporali e culturali, un modello ed un punto di riferimento per chiunque, ancora oggi, crede di essere condannato a vivere l’esistenza insoddisfacente in cui è nato.

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