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Era la vigilia di una partita importante.
Terminati gli allenamenti, Maradona decise, com’era al solito, di divertirsi con i giornalisti presenti.
Quella volta però, volle esagerare.
Sistemò cinque palloni sulla linea di fondo campo e precisamente, nel punto in cui la linea di fondo si intrinseca con l’area piccola del portiere.
Da lì è praticamente impossibile vedere la porta e per far gol, bisognerebbe violare una dozzina di leggi fisiche.
IMPOSSIBILE.
Per tutti, ma non per Maradona.
Con una maestria da rasentare la magia, il calciatore segnò 5 gol su 5, pietrificando i reporter come fossero state vittime dello sguardo di Medusa.
Ma ad ammirare quello spettacolo c’era anche un giovane raccattapalle che, pervaso dal desiderio di emulazione, posizionò nuovamente cinque palloni e calciò.
Ovviamente, prese una serie di pali.
Sprofondò sotto il peso della sconfitta.
A quel punto, il campione argentino gli si inginocchiò accanto sussurrandogli:

Non preoccuparti, neanche io ci riuscivo alla tua età. Alzati, ti insegno come fare

Il ragazzo allora provò una seconda volta, e una terza, e ancora e ancora.
Ma niente.
Maradona allora tornò dai giornalisti, deciso a prendersi ancora gioco di loro palleggiando con un mandarino.
Improvvisamente però, un urlo richiamò la loro attenzione.

GOOOOOL

esultò il giovane raccattapalle, che alla fine, ce l’aveva fatta.

Talento, certo, ma soprattutto determinazione e coraggio lo contraddistinsero.

…E lo contraddistinsero per tutta la sua brillante carriera.
Perché quel ragazzino si chiamava Gianfranco Zola e alla sua esultanza presto si unì quella di milioni di tifosi.

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